Oggi quella visione prende il nome di una famiglia: Minerdi.
Sono Umberto e Simone a darle voce: fratelli, vignaioli, interpreti. Umberto con
gli occhi e il respiro nel vino, Simone con le mani nella vigna. Insieme hanno
raccolto il testimone e lo hanno spinto oltre: una cantina tutta loro.
Un’etichetta che racconti fatica e ambizione. Un sogno che trova forma,
bottiglia dopo bottiglia.
Perché da quando c’è memoria, in questa famiglia, c’è il vino. E ogni vino è un atto che si rinnova. Un passo che tiene insieme chi c’era, chi c’è e chi verrà.