La naturale evoluzione di un sogno di famiglia
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Una storia fatta di mani, di terra e di sguardi rivolti al futuro.

” È grazie a nostro padre Flavio se oggi possiamo camminare tra queste vigne e chiamarle nostre. A lui dobbiamo la cura paziente dei primi passi e la scelta di credere in questo territorio, con l’istinto di chi ha saputo riconoscerne il valore. ”

Oggi quella visione prende il nome di una famiglia: Minerdi.
Sono Umberto e Simone a darle voce: fratelli, vignaioli, interpreti. Umberto con gli occhi e il respiro nel vino, Simone con le mani nella vigna. Insieme hanno raccolto il testimone e lo hanno spinto oltre: una cantina tutta loro. Un’etichetta che racconti fatica e ambizione. Un sogno che trova forma, bottiglia dopo bottiglia.

Perché da quando c’è memoria, in questa famiglia, c’è il vino. E ogni vino è un atto che si rinnova. Un passo che tiene insieme chi c’era, chi c’è e chi verrà.

In casa Minerdi si lavora con pazienza e costanza. Prima il gesto, poi la teoria. Prima la vigna, poi la cantina. Il tempo, qui, non si misura in velocità. C’è ancora il lusso di aspettare, di lasciare che ogni atto segua il proprio corso. Si lavora tutto a mano. In cantina si interviene con discrezione, per lasciare che sia l’uva a guidare l’annata.

Diamo voce al vino, con la lucidità e l’umiltà di chi conosce le proprie origini e sa che il vino non si improvvisa.

Il risultato è una collezione essenziale: vini freschi, sottili, eleganti. Per stile e per natura. Bottiglie numerate che parlano chiaro: un perfetto equilibrio tra l’identità del vitigno e l’intenzione di chi lo interpreta.
Abbiamo scelto un’agricoltura pulita, rispettosa e certificata SQNPI. Perché essere vignaioli, per noi, è una postura: un modo consapevole di abitare la terra e il tempo. Ma prima ancora, siamo una voce indipendente, che crede in un vino accessibile, condiviso, quotidiano. Una nuova voce da assaggiare. Capace di unire persone, luoghi e momenti. E che resta nella memoria.

Ci sono luoghi che sfuggono alle definizioni.

I vigneti della nostra azienda si estendono lungo il crinale che separa – e allo stesso tempo unisce – le Langhe e il Monferrato, tra Neive e Castagnole delle Lanze. Un confine netto. Ben distinto nelle sue espressioni, dove le colline si fanno più morbide o più severe e i suoli cambiano.

A ovest, le marne di Sant’Agata tipiche della Langa dominano per struttura e capacità di dare profondità ai rossi destinati a lunga vita. Dalla parte opposta, nel Monferrato, il terreno cambia: argille, sabbie e sedimenti minerali donano ai vini beva, freschezza e vigore. Le vigne si stendono dove i territori si abbracciano. Espressioni diverse di un’unica identità e di un unico racconto che identifica questa porzione di Piemonte.

In questa varietà, ogni appezzamento è gestito con un approccio sartoriale: si osserva, si aspetta, si interviene il meno possibile. Il nostro non è un territorio da semplificare. È un crocevia di qualità, dove non si tratta di scegliere, ma di interpretare. E così facciamo ad ogni vendemmia che incontriamo, attraverso un dialogo costante tra terra, clima e risultato. Con il desiderio, e il privilegio, di portare in bottiglia l’autenticità di un paesaggio unico, fatto di sfumature e contrasti. Custoditi dalle mani di chi lo coltiva.

Tra colline che cambiano volto, qui la linea che separa diventa il luogo in cui tutto si incontra. Dove gli altri tracciano confini immaginari, noi percorriamo nuove possibilità. Con tutta la dedizione che ogni gesto merita.

Per incontrarci, conoscerci, assaggiarci…

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